Sailor Moon Crystal, parliamone…

Il dramma (comico) dell’amore-odio per il nuovo anime Sailor Moon Crystal…

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Sì, tu!
Anche tu che non sai minimamente  cosa io ti stia per propinare, leggerai!
Ha funzionato la minaccia? Spero per me proprio di sì.

Ad ogni modo, nel frattempo tra una chiacchiera e un’altra, metter su del tè ci sta proprio. Inoltre direi che oggi possiamo perderci nei discorsi gossip dell’otaku medio (ovvero il fan, l’ammiratore a tratti patologico e che in alcuni gradi preoccupanti di passione, crede di essere dio in terra e che solo lui  guardi anime – animazione giapponese – , legga manga – fumetti giapponesi – e, in alcune varianti della specie, legga i classici americani comics), insomma  comunque se siete fan dell’animazione in generale, questo è il post che fa per voi!

Ora: Sailor Moon Crystal.
E so che qui molti staranno facendo la faccia estasiata con tanto di sbrilluccichii da trasformazione sailor (probabilmente staranno già mimando le pose da “power make up”, tradotto “potere del cristallo di luna, etc… vieni a me!”) ed altri invece, con occhi sbarrati d’orrore, accompagnati da musica drammatica, staranno preparando il rogo, chiamando telefonicamente il boia e  predisponendo tutto il kit per l’inquisizione perfetta.
Dunque, era il 1995 -prometto che non mi dilungherò con la genesi della mia preadolescenza- quando vidi per la prima volta sui canali della Mediaset, Sailor Moon – titolo originale “Bishoujo Senshi Sailor Moon” -. Inutile dire che per la mia parte femminile e di fanciulla delicata, fu amore a prima vista. Un amore che è durato anni, e dura tutt’oggi (sennò di che stamo a parlà?),  e voi non potete minimamente immaginare la gioia avuta nell’estate 2012, quando venne annunciato il remake della serie animata e che questa volta sarebbe stata fedele alla storia del manga originale. Giuro che pensai che non sarei arrivata viva a questo momento, ma ahimè, per voi poveri lettori, ci sono arrivata – smettetela di mandarmi colpi ora! – .
L’estate del 2014 è stata segnata dall’uscita di questa attesissima serie, nemmeno stesse arrivando il Messia a cavallo della stella cometa – direi in maniera attinentissima al tema che stiamo affrontando – e per me la prima puntata è stata un sogno! Non potevo aspettarmi tanto. Tutto era come nel manga, le figure eleganti dei personaggi rispecchiavano quelle del fumetto originale e nonostante le prime critiche negative che mossero contro questo nuovo anime, lasciavo perdere chi attaccava una cosa che ormai reputavo anche un po’ più superiore della prima versione animata, anche se sono fortemente legata a quest’ultima. Ad ogni modo la nuova veste è molto accattivante, più adulta, gotica e meno per ragazzine; per cui tutto questo mi bastava  e avanzava per renderla qualcosa di molto valido. Perfino le nuove trasformazioni, sebbene peccasero di fin troppa computer grafica, mi hanno fatto innamorare comunque. Ero felice, i miei occhi cominciavano a diventare come quelli sbrilluccicosi di Sailor Moon, colombe, uccellini cinguettanti, cristalli, gioia e gaudio!!!
Poi qualcosa è cambiato… cosa puoi aspettarti dal fottuto colpo di fulmine da serie aniamata alla prima puntata?!
La nostra crisi di coppia è cominciata con i vistosi errori di disegno, per poi arrivare ad evidenti errori d’animazione, poi passare ad orrori di prosepttive, poi spille, spalle, cambi di vesti degni di un trasformista, come se già non bastassero le magiche trsformazioni già conosciute (vedere la puntata in cui la regina Serenity – Selene nella trasposizione italiana – indossa l’abito della principessa Serenity!!! Qui sotto una diapositiva del tragico fatto).

Ancora più sconvolgenti sono le scene salienti, da quelle romantiche a quelle d’azione cult, che vengono riassunte in due fotogrammi e miei occhi di bambina, ora mai trentenne, grondano lacrime pensando all’enorme trauma che le viene inferto.
Ora, non è che voglio fare una recensione negativa o buttarmi contro questa nuova trasposizione animata di Sailor Moon, ma io non so… la Toei Animation. No, solo per dire una cosa… sa che ha un nome e una reputazione da difendere? Dopo anni di onorato servizio d’animazione, guardando questa serie ho iniziato ad avere seri dubbi riguardo il personale inserito al reparto risorse umane che deve scegliere e poi fare colloqui ai futuri collaboatori da inserire nella catena di montaggio che tutto ha fatto tranne che montare bene dove doveva. Il risultato non dico che è tutto da buttar via, ma un po’ d’impegno, dato che era il super debutto da “dive” dell’animazione con un’opera abbastanza in vista come Sailor Moon, potevate mettercelo.
Ho visto serie anime con trame molto più stucchevoli e di poca rilevanza con un’animazione da far venire la pelle d’oca per quanta precisione e bellezza veniva rappresentata.
Che cosa ti è successo Toei Animation? Non ti riconosco più? Com’è potuto succedere?
Ora mi ritrovo a fare la valigia, trascinandola poi in direzione della porta e voltandomi malinconica, pronta a fare la scenata d’addio e a lasciarsi per sempre, butto l’occhio verso lo schermo del pc parzialmente delusa. Ed ecco i ripensamenti << Forse nella seconda parte di storia di Sailor Moon Crystal, c’è speranza. Magari sull’onda del successo e clamore, avranno messo a lavoro le più alte mani chirurgiche della tecnica d’animazione?>> Magari… magari…
Ed ecco Chibiusa con occhi che sembrano finestre  su una faccia e lì capisco che la mia visione continuaerà ad essere dolorosa, poi piacevole e poi di nuovo dolorosa e così via.
Mettendo da parte il mio modo spiritoso di parlarne a riguardo, io trovo che questo lavoro, come dicevo poc’anzi, sia abbastanza buono. È quel abbastanza che non mi va giù. Lo so, sono una donna da diamanti e dalle aspettative alte.
Forse non perdono a quest’opera, proprio il fatto che è mediocre rispetto, non tanto alle attese che poteva dare ad un qualsiasi ammiratore, ma proprio per l’impegno mal tenuto e che mi sarei aspettata di vedere su una serie animata di  scarsa rilevanza, ma non su un’opera che sul mercato nipponico, e poi mondiale, ha avuto un impatto tale da rendesi ormai universalmente amata e conosciuta. Per cui è logico che molti affezionati e non, possano essersi scagliati con rabbia nei confronti di questo prodotto finale. E probabilmente chi è molto più easy come me, tende a volerci passar sopra questo non irrilevante particolare, continuando il rapporto di masochismo con 50 sfumature di cristallo di luna o d’argento (q.b) tanto uno vale l’altro per la Toei Animation. Da una parte però non si può non biasimare la fazione fans “inquisitori” che non graziano questi aspetti e sta massacrando senza pietà quest’ultima fatica d’animazione giapponese che rimarrà come una macchia di caffè sulla tovaglia e nemmeno l’acqua frizzante, prima dello smacchiatore, potrà toglierla dalla memoria di moltissimi ammiratori.
Però anche voi heaters parziali, o totali, ditelo che non vedete l’ora che esca l’episodio ogni due settimane e che comunque è l’amore per Sailor Moon che vi invita a quella leggerissima punta di masochismo che affligge anche la vostra categoria. Altrimenti non stareste lì ad imprecare contro uno schermo.
Io comunque suggerirei di sdrammatizzarci su e a riguardo di dare un’occhiata al blog tumblr Crystal Quality – purtroppo per gli italiani puri e allergici all’apprendimento, è in inglese – che cattura parti del suddetto anime e ci fa il classico “famoce ‘na risata sopra” e vi assicuro che addolcisce di molto la pillola.
Ed ora dopo tutte queste chiacchiere inutili partorite solo per intrattenervi e per allenare le mie capacità di scrittura, direi che posso andare a bere questo benedetto tè. Ma prima di lasciarvi linko qui sotto il video della sigla finale di questa nuova versione. La canzone è la riesumazione del coro dell’Antoniano dei tempi d’oro, ma la trovo molto carina, molto romantica e a tratti riporta alla mente il sapore anni novanta, anni in cui quest’opera nasceva e sarebbe divenuta immortale.
Per cui buona visione, grazie per aver letto, spero di avervi divertito e raccontatemi come avete preso voi la vostra delusione amorosa con Sailor Moon Crystal.

Claire Piece

Autore: Claire Piece

La mia idea è quella di tornare ad approcciare ai metodi più manuali per l’arte. Credo che le nuove tecnologie possano essere un ottimo supporto per le arti visive, ma penso anche che stiano spegnendo la creatività e in molti ambiti, non solo quelli artistici. Su questa base creo dal vivo ciò che disegno, l'handmade, che non perde mai il suo valore. Credo che l’unicità di qualcosa sia nel non essere uguale ad un’altra. I miei sono Piece of Claire.

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