Punto fermo

Mi scuso dal più profondo per l’assenza. Dall’ultimo post saranno passati un due mesetti e, tra l’altro, avevo promesso che avrei scritto più spesso. Anche perché l’idea di fare la figura della “cool” dicendo che scrivo un blog mi attira come tutti. Ormai se non hai un blog sei out! Per esempio puoi scrivere baggianate – come in questo angolo d’insensatezza – oppure affrontare temi più seri e costruttivi ed infine improvvisarti guru della moda sbizzarrendoti con ogni tipo di abbinamento – decente o indecente ed improponibile ai comuni mortali- etc… Ma ora ributtiamoci nel mea culpa cercando di farmi perdonare riempiendovi di coccole, pasticcini e giustificazioni vere ed altre falsamente costruite dalla mia pigrizia/stanchezza serale. Purtroppo gli impegni di vita, e un’ispirazione letteraria che ha la lunaticità di un’isterica sotto cura da Freud, mi hanno tenuta lontana dalla scrittura demenziale che propongo. Vuoi i problemi di casa – che me diventano tragedie greche – vuoi i lavori saltuari –  con il tempismo di una goccia di limone nell’occhio – e vuoi le frustrazioni di vita in generale – sì, sogno na vita da diva viziata – son finita in una specie di limbo della solita elaborazione del “che cacchio devo fare ora?”. Per cui ora  veniamo a noi e all’argomento, se vogliamo chiamarlo così, del post di oggi. Da un po’ di tempo avevo voglia di chiacchierare di temi che probabilmente affliggono la vita di tutti o quasi, per chi disegna come me o chi semplicemente vorrebbe che la vita cominciasse a sorridergli – e direi che dovrebbe darsi una bella spicciata – . Adesso lungi da me dallo scrivere un articolo deprimente, anche se sono tendente alla discesa e risalita emotiva che, tra l’altro, considero fortificante per l’animo umano in generale; chi ha sempre la via liscia è il primo a mollare e fallire, oppure gli va bene tutto e ha fortuna come quella gran culo di Cenerentola (cit. Pretty Woman). Ad ogni modo in quest’ultimo periodo mi trovo ad affrontare problematiche che mi si ripropongono ciclicamente.

Avete mai pensato che il senso del giusto è una specie in via d’estinzione e di cui si fatica a trovare qualche reperto?

Fateci caso, le persone negli ultimi anni o tempi – scegliete voi il periodo temporale che va dalla preistoria all’età moderna- hanno iniziato ad avere meno rispetto e quindi meno capacità di capire cosa sia giusto fare nei confronti dell’altro. Questo nel lavoro, nei rapporti e nel sociale. Vorrei affrontare questo tema in maniera ironica  e sarcastica come amo sempre fare, perché dargli una gravità, renderebbe depressi voi – con confezione di prozac a portata di mano- ed io finirei per distruggere la tastiera pigiando i tasti convulsamente piena d’odio per l’umanità intera. Nutro molta speranza nel pizzico di magnanimità che ha l’animo umano, ma ultimamente sto notando che quando vedo un gesto disinteressato o corretto, rimango sconvolta neanche avessi visto l’apparizione della Madonna e non sulla dancefloor. Questi gesti o comportamenti d’etica morale, non tanto inculcata dall’educazione, ma puramente spontanea, stanno diventando merce rarissima. Il tutto però mi viene comunque smorzato da altrettanti comportamenti egoistici che arrivano poi da chi non ti saresti mai aspettato. Ora mi direte: “E solo ora te ne accorgi che esiste un lato oscuro della forza? Quanto sei ingenua Claire! Tutti sanno che hanno i biscotti più buoni!” Sì, temo di essere un’ingenua, ma non un’illusa. Sono la prima che appena prende atto di quello che ha davanti lo vede e lo prende per ciò che è -per poi evitarlo accuratamente come la peste- ma questo non vuol dire che io debba ingozzare per forza quei stramaledetti biscotti in gola! Sono sempre stata una ragazza di cuore – ragazza è una parola fuori luogo con me se sapeste che guardandomi non dimostro 900 anni –  e sì, molte persone tra amici e nemici si sono approfittati di questo mio aspetto, che comunque nonostante l’indurimento e crescita “adulta”, è un imperativo morale per me mantenerlo. Il problema è stato poi a chi concedere il mio cuore e affetto – molto affettato dalla vita -, ma mai come in questo ultimo anno ho imparato a chi concederlo e a chi categoricamente, no. E mi sono riscoperta a troncare ed analizzare rapporti con la rapidità di un lavoratore in catena di montaggio nella sezione controllo qualità. Da una parte questo mi ha reso cinica e dirò la verità, non mi dispiace poi tanto. Mi piaccio un po’ più fredda, mi piace come il conflitto interno tra la mia bontà e cinicità mi portino a volte a quelli che io ritengo buoni risultati sociali. La cosa fondamentale di quando poi impari ad usare uno strumento, è che poi tutto diventa più facile e si acquisisce forza, si diventa un vero punto fermo di sé stessi.Per cui quello che vi consiglio, se siete degli ansiosiparanoicilagnosi come me, di prendere in considerazione una parte di quel lato oscuro e usarla come arma per migliorarvi e non unirvi alla massa di approfittatori sociali di cui ci stiamo circondando. Usate la forza oscura del nemico, e anche quella piccola percentuale che avete in voi, per diventare d’esempio ed unici. Liberatevi, fate ciò che sentite con diplomazia ed educazione, siate d’esempio, perché nel caso delle pulzelle, sarà un comportamento da signora – like a Lady, girls!- e nel caso dei pulzelli, sappiate che avrete donne ai vostri piedi, numeri di telefono, contatti per tutti i social e stalking d’accoppiamento occasionale assicurato -questo se siete l’uomo base, poi se siete uomini evoluti e con cervello, potete permettervi la famosa grande donna che sta dietro ad ogni grande uomo -. Per cui in conclusione, dite di no, rifiutate, defilatevi sempre con gentilezza e diplomazia, vogliate bene a chi state chiedendo di lasciarvi stare. Non circondatevi di cadaveri da rapporti sociali mal mantenuti, piuttosto circondatevi di persone che hanno diversi colori ma che meritano comunque di roteare come satelliti nella vostra vita, perché anche il negativo è necessario per enfatizzare il positivo e finisco qui con le similitudini e metafore che fanno tanto figo. Per cui rimanete saldi nelle vostre ragioni e principi senza ostentare insensata testardaggine. Rimanete fermi come quando a Natale avete finito il pranzo e restate spiaggiati sul divano della nonna finché non arriva il fatidico momento dello spazietto per il dolce.

Dopo queste perle di saggezza distillata a fatica e a casaccio, vi saluto e vi auguro di passare una bella giornata e spero che, nonostante i concetti espressi a modo di lancio di dadi, possano esservi utili e darvi forza in quello che dovrete affrontare prossimamente e nella vostra vita in generale.

A presto da Claire

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