Twilight memories

Inizio questo mio articolo con un coming out – uno dei tanti che farò in questa sede – davvero sconcertante e che riguarda la mia persona: sono un’ammiratrice di Twilight.
Ora fate rientrare il vostro attacco di panico e la vostra delusione nei miei confronti, non sono fan del fandom al punto di entrarci in fissa totale come le ragazzine al tempo dell’esplosione della saga o pensando che sia stata la cosa più originale mai scritta riguardo i vampiri.
Lestat RieditingPerché per quel che mi riguarda i migliori nel campo della scrittura ‘vampiresca’ sono per primo Bram Stoker con il suo Dracula e a seguire Anne Rice con le sue Cronache dei vampiri – amo (ed ho una storia con lui da ormai vent’anni, essendo l’uomo ideale nella mia vita) il suo Lestat e le cronache che mi fanno scapocciare più in assoluto sono ‘Intervista col vampiro’, ‘Il vampiro Lestat’ e ‘La Regina dei dannati’ e da poco ho cominciato ‘Il Principe Lestat’… aspettate che avendo scritto troppe volte Lestat sto avendo un attacco d’asma per via delle troppe reazioni ormonali – .
Posso affermare, riguardo Twilight, che non sia una storia del tutto nuova, le leggende sui vampiri e i primi scrittori che ne hanno narrato le sensuali e orride gesta, hanno avuto un primato in originalità che difficilmente qualcuno dopo di loro riuscirà mai a battere. Ad ogni modo c’è da premiare l’abilità narrativa, descrittiva e trascinante insita nel maniera di scrivere di Stephenie Meyer, che ha molto, come dire, citato e si è ispirata parecchio alle vecchie letture sui vampiri, secondo un mio personale parere anche quelle sopra citate. C’è da riconoscere – a denti stretti, perché avrei preferito che le trasposizioni in pellicola fossero state della Anne Rice piuttosto che le sue – che è stata molto brava nell’assemblare insieme le nozioni studiate alle sue idee – che a volte però sentivo essere un po’ forzate o poco originali. Non voglio fare la ipercritica, non sono in pieno attacco d’acidità o d’invidia, ma parlo più del fatto che il lettore si possa intrigare e colpire molto meglio. Meyer potevi fare di più e non ti sei applicata! E lungi da me dal fare la scrittrice o critica arrivata. Sono molto fresca nel campo della scrittura, lo faccio solo da cinque anni in maniera assidua, per cui semplicemente esprimo le sensazioni che ho avuto in lettura ed ovviamente sono pareri sempre molto soggettivi, tutto qui – . Ed io essendo amante del genere lettura vampiresca ho letto la saga di Twilight e posseggo solo i primi due libri, perché ritengo che di tutti siano i migliori per trama e coinvolgimento.
Ho visto fino alla nausea tutti i film – che Sky propinava a ruota e che anche se ti fanno esclamare “Dio basta, sappiamo che vi amate e che vi baciate a ogni cambio di scena!” e “Dio, i triangoli amorosi tra creature assurde!” – ti sanno intrattenere – ottimo lavoro Hollywood sei riuscita nel tuo intento sotto ogni punto di vista, soprattutto economico. Se semo capiti, insomma – e riescono comunque a mantenere vive le sensazioni agrodolci, romantiche nel modo giusto e soft horror dei libri – sorvolando la questione del libro-film finale in cui l’unica pecca è il nome della figlia di Edward e Bella… Re… Ren… Renesmee! Non riesco manco a scriverlo per quanto pensi sia forzata come idea. Mi spiace, ma avrei preferito che il nome fosse un po’ più originale, diverso e che sì, magari richiamasse una qualche caratteristica della bambina-personaggio in generale. Ma ormai il latte è stato versato e pure le lacrime quando sento pronunciare il nome. Sorvoliamo ancora sul fatto che poi c’è  l’imprinting con Jacob, diciamo che la Meyer poteva aspettare che la bimba diventasse ragazza, dato che cresce a giorni-mesi e non in anni – . Tutto sommato però non è da buttar via e sinceramente ogni tanto mi piace rileggere o rivedere i film – poi magari ci trovo altre pecche oppure ci trovo cose molto più interessanti mai notate, diciamo che quest’opera svolge bene il suo compito e tiene buona compagnia – .
Bella Swan RieditingA tratti, forse anche più di qualche tratto, ho avuto sempre molta affinità col personaggio di Bella Swan – non tanto per come lo interpreta Kristen Stewart, ma più il personaggio all’interno del libro che è meno palla al piede e leggermente più attiva. Sebbene non sia il mio tipo d’eroina preferito (ma sappiamo tutti che secondo Edward è la sua qualità d’eroina preferita), almeno in questa narrazione tende a sottolineare che è umana, abbellisce la sua umanità con pregi, difetti, limiti e questo fa empatizzare molto – per cui due anni fa, nel giorno del mio compleanno, ho voluto rielaborare e reinterpretare a modo mio una scena di New Moon, che molto probabilmente esiste solo nel film e che mi piace particolarmente – è più simile ad una narrazione tratta da una sceneggiatura che qualcosa di nuovo –.
Perché essendo a volte a casa con il mio papà, mi sono sempre sentita molto simile alla Bella Swan che è a casa col suo Charlie ed a volte approccio al mio compleanno nella stessa maniera di Bella, ovviamente con meno facce inespressive e con meno timore di invecchiare – vabbè, sono molto meno contestualizzata e non ho un Edoardo cavalier servente. Grazie al cielo per me. Io sono molto più da scorbutico gentile alla Mr. Darcy e travagliato, avventuroso Monsieur Lestat de Lioncourt – .
Ovviamente non volevo sviluppare una critica/recensione su quest’opera, ma avevo intenzione, anche se in nettissimo ritardo dal periodo del tormentone Twilight, di parlane e riportarlo alla luce, ricordarne gli aspetti belli, tragi-comici – forse ce li vedevo e vedo solo io, ma non credo data l’enorme quantità di parodie a riguardo e qui citiamo un bel Willwoosh, che al tempo del boom Twilight mi fece sbellicare dalle risate – .

Quindi adesso vi lascio alla lettura di questa mia reinterpretazione e spero vi piaccia.

Grazie ancora per essere qui a leggere e buona lettura – come se già non ne aveste fatta abbastanza qui sopra – .

Al prossimo articolo e baci da Claire.


                                                               2f27248ade974fcbfc448e953c6cb794                

                                                                               Awaken

Il bussare alla porta mi risvegliò dall’incubo.
Davanti ai miei occhi comparve il profilo irregolare del tomo di Giulietta e Romeo. Mentre mi sollevavo pesantemente dal cuscino vidi Charlie entrare in camera accennando un “Tanti auguri a te”. In mano aveva un pacchetto ricoperto di carta lucidissima colorata e sopra c’era poggiato qualcosa di piccolo e di forma rettangolare. 
Dal sorriso che sfoggiava mio padre sotto i suoi scurissimi baffi sembrava più il suo di compleanno che il mio.

“ Eravamo d’accordo. Niente regali.” Dissi con un’aria leggermente sorridente e al contempo esasperata mentre stendevo le mani per tenermi seduta ben eretta sulla superficie soffice del letto.

“ Beh, il mio non è neanche incartato. Per cui non conta.” Charlie allungando la mano mi porse una sottilissima e nuovissima macchinetta fotografica, che aveva sopra attaccata una piccola coccarda color pesco.

“ È davvero fantastico, grazie papà.” Con un flebile sorriso abbassai lo sguardo prendendo la rosea macchinetta ed iniziai a studiarla velocemente.

“ Va insieme al regalo che ti ha fatto tua madre…” Charlie con una faccia un poco perplessa stese di nuovo la mano per darmi il secondo regalo “ Ci siamo coordinati. Beh, lei ha coordinato me.” Strappai la carta del pacco e dentro vi trovai un album fotografico dalla copertina molto semplice, aveva una fantasia a piccoli rombi blu su uno sfondo bianco panna; immacolato, dalle pagine vuote che invitavano ad essere riempite. “ È per metterci le foto dell’ultimo anno del liceo.” Gesticolando leggermente impacciato Charlie continuò “ L’ultimo anno… come hai fatto ad invecchiare così in fretta? ”

Guardandolo appena sorpresa dalla sua affermazione, venni colta da una smorfia sorridente e nervosa, rimandata da una strana sensazione di fastidio e risposi tentando di contenere una reazione simile al panico “Ma che dici? Ho solo diciott’anni.”

“Sì, però…” Charlie mi si avvicinò corrucciato, attento e con la mano arrivò sui miei capelli, indicando un punto ben preciso sulla mia testa “È un capello bianco quello?”

“No, non è vero…” Svelta, inorridita, sentii il timore di poco prima divamparmi addosso e mi fece schizzare fuori dalle coperte, per piombare in piedi davanti allo specchio che avevo vicino al mio letto. Scostando con le dita le radici dei miei capelli, osservai scrupolosamente il punto che aveva indicato sulla mia testa Charlie, ma non vi trovai nulla e il senso di rilassamento che provai fu altrettanto immediato quanto lo era stato lo spavento di poco prima. “Ah…” sbuffai fuori l’aria con un sospiro di sollievo e voltandomi seccata verso mio padre.

“Buon compleanno Bella!” Charlie girando i tacchi verso la porta della mia stanza si congedò ridendo divertito e beffardo.

“Che divertente.” Replicai tornando a sorridere e cercando di rispondere positivamente al suo sadico scherzetto. Girandomi verso lo specchio osservai la mia immagine cercando di scattarla come avrebbe fatto una macchina fotografica, la stessa che in quel momento giaceva tra le mie coperte disfatte.

In quell’istante potevo immaginare di rimanere immortale, solo in quel modo.

Solo in quella maniera sarei rimasta la stessa, come Edward.

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