Viber my city – Claire tra i venti finalisti –

7f33503987c351a6bfb855dbed0a0e43Ciao a tutti!

Sta sera sono qui per fare un piccolo annuncio ufficiale. Adesso ho la possibilità di farlo ed anche con enorme soddisfazione, soprattutto professionalmente parlando.

Più di un mese fa sono stata invitata dallo staff del sito-galleria Talenthouse a partecipare all’iniziativa di design globale Sticky Fingers: My City, My Vibe. Il tutto consisteva nel riassumere in tre stickers illustrati, disegnati, o in lettering, o entrambi, la propria città o una qualche località in particolare che piacesse particolarmente, tirandone fuori le caratteristiche in piccole rappresentazioni o saluti, personaggi e molto altro. Al fine di tutto questo sarebbero stati scelti da prima venti finalisti e in seguito selezionati i cinque vincitori finali con in palio l’ottima possibilità lavorativa all’interno dello staff dell’applicazione messaggistica Viber – sì, oltre a Whatsapp esistono altri modi alternativi di comunicare con un wi-fi o connessione internet, sappiatelo – che offre una più accattivante variante alle solite emoticon facendo uso di pacchetti stickers per la comunicazione in chat.
Onorata e invitata mi sono messa a lavoro; non è stato semplice, perché raccogliere in tre singole immagini tutto quello che può rappresentare per te un particolare luogo non è affatto facile come può sembrare quando si legge il brief (informazioni, regolamento) del concorso.
Alla fine di tanto rimuginare una sera trovo il soggetto, in seguito schizzo al volo le tre illustrazioni e battezzo istantaneamente il progetto come Mademoiselle Cute e la città scelta è Parigi. Per altro, orribile coincidenza, mentre stavo ultimando il lavoro è accaduto il terribile fatto degli attentati a Parigi, per cui lo sconforto in quel momento è stato grande, ma decisi comunque di non abbattermi e consegnai il lavoro con la dicitura in didascalia:

“After the terrible and sad things that happend last days in Paris, I want to give with this stickers the excellence and prestige that is upon this gorgeus city. I always thought about Paris as a glamorous city and the great rococo fashion is a perfect period to represent it and my character “Mademoiselle Cute” contain part of this colorful and sparkling city.”

Traduzione – Dopo le terribili e tristi vicende avvenute negli ultimi giorni a Parigi, ho voluto rappresentare con questi stickers l’eccellenza e il prestigio che aleggia su questa favolosa città. Ho sempre pensato a Parigi come ad una città ricca di stile, per cui la grande moda rococò è il perfetto periodo per identificarla e il mio personaggio “Mademoiselle Cute” racchiude parte di questa colorata e scintillante città.

Viber City Sticker Blog
Mademoiselle Cute by Claire Piece

In seguito ho voluto scordare il concorso, anche se alle volte sentivo spuntare a piccole sollecitazioni della memoria il fatto che vi avessi partecipato. Son passati i giorni, le frustrazioni artistiche mi attanagliavano, passavano le giornate in cerca di un buon lavoro illustrativo da fare ed ero diventata di una negatività nera, giuro. Poi un piccolo avvenimento che ha smorzato quella routine quotidianamente ombrosa, mi ha portato a smetterla e a pensare di dover esser meno ansiosa e un po’ più positiva. Forse in fondo, in fondo, la preoccupazione per la prestazione c’era da qualche parte.
Così dopo aver scaricato tutto questo stress mentale con uno dei miei allenamenti, la sera dopo cena apro la mia mail e trovo la comunicazione del Team Talenthouse.
Rimango pietrificata leggendo l’anteprima della mail… “Congratulations- You have been chosen as a finalist…”
Ho avuto un attimo di meraviglia e poi appagamento, soprattutto perché la giuria era composta da grandi professionisti di livello internazionale, per cui questo pensiero mi ha un po’ inorgoglito.
Ieri infine sono stati scelti, tra i venti finalisti di cui faccio parte, i cinque che avrebbero ricevuto il bel premio Viber. Non sono finita tra di loro, ma comunque sono molto contenta perché sento che mi è stato riconosciuto qualcosa, che ho un valore come artista e, soprattutto, professionale; cosa che mi preme moltissimo, dato che nel paese in cui vivo mi sento più una pazza che vaneggia, che un’illustratrice di fatto o comunque qualificata.

Per cui ora mi sento fiera di me, un po’ più sicura e vi garantisco che c’è chi continua a ripetermi che posso farcela e che sono una gran scema a non crederci. Sì, è vero, devo credere di più in me stessa, senza mettermi troppo su un piedistallo, quel credere in sé giusto, che ti fa aprire quella stradina che porta poi chissà a bivi, nuove strade ed io sono curiosa, per cui credo che farò così un po’ più spesso.

Ora più serena, per via del fatto che questa notizia possa interessarvi e magari rendervi felici, spero che vi infonda il coraggio per quello in cui state tentando di emergere. Lottate, ma rimanere realistici, non perdete la speranza, ma siate concreti. Lo dico sempre che la via di mezzo è la cosa migliore da fare in ogni occasione. Mai eccedere negli ingredienti di una ricetta perché può diventare o troppo dolce o troppo salata.
Siate sempre armonici, calmi, provateci anche se non semplice, ma provateci, rispettate voi stessi, ciò che volete e voletevi sempre bene.

Ora vi saluto e vi rimando al nostro appuntamento blog al prossimo articolo.

Grazie per avermi letto, sostenuto e baci dalla vostra Claire Piece.

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