La Giudicessa

Eccomi tornata!

È passata più di una settimana dal contest “C’è un Lupin in città” e dalla presentazione di Chanbara di Andrea Accardi, il tutto organizzato dai ragazzi di Dimensione Fumetto. Nel lasso di tempo trascorso in questi giorni che pian piano passavano, ho avuto la necessità di metabolizzare per bene le sensazioni che mi ha rimandato quel 5 dicembre – sono una ragazza sensibile, ma preferisco definirmi una che sa fare continui ragionamenti o meglio conosciuti come pippe mentali -.

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Parto prima di tutto col dire subito che esser giudice non è per nulla una passeggiata – sè, scoperta l’acqua calda – e nel farlo non mi sono sentita per nulla arrivata, anche se il mio lavoro fuori concorso era nella sezione espositiva riservata ai professionisti.
Voi sapete quanto tengo al fatto che, sì, pian piano si cresce e che arriva uno step e poi un altro nella carriera e nella vita, ma questo non vuol dire niente, se non un miglioramento sicuro per te, la tua persona e la tua stessa professionalità.
Nonostante fossi circondata da altri professionisti, professori e artisti, il mio approccio è sempre stato molto neutro, perché alla fin fine sono l’ultima arrivata e di un’altra generazione, per cui più che esser allo stesso livello ho avvertito la sensazione che c’era solo da imparare qualcosa da loro.
Giudicare le opere in concorso con gli altri giudici è stato stimolante, divertente e vedere in azione persone che hanno vedute differenti dell’arte e del disegno è qualcosa di molto, molto entusiasmante.
Credo comunque, ed è forse anche scontato constatarlo, che il risultato finale dei lavori scelti come vincitori del concorso sia stata la parte più soddisfacente. È stato come se fosse uscito, quasi venuto al mondo, l’armonico scambio di opinioni, punti di vista e prospettive in un unico bellissimo risultato di tre tavole. La cosa che mi ha fatto ancora più piacere è che c’era rilassatezza e ancora di più ci siamo saputi venir incontro sempre in modo corretto, educato ed impeccabile – inoltre io non ho potuto far a meno di far uscire fuori la mia irresistibile cretinaggine, per cui qualche voto sarà stato falsato dal sorridere nel momento in cui sparavo una scemenza delle mie e la penna si posava sul foglio –.

 

 

Un’altra partIMG-20151206-WA0005e molto piacevole ed attesa del 5 dicembre è che avrei rivisto Andrea Accardi. Ci conoscemmo – per sua disgrazia – nel 2010 agli inizi della mia folle idea di diventare illustratrice. Ricordo che collaborai con la Provincia di Ascoli Piceno per la realizzazione della locandina del loro evento battezzato Piceno Nihon Manga e supportato anche da Dimensione Fumetto che si occupò  di invitare gli ospiti per quell’occasione: Keiko Ichiguchi, Massimiliano De Giovanni e Andrea Accardi, questi ultimi presentarono la loro opera “Il viaggio di Akai”.
Fu un momento/incontro memorabile per me e fui davvero felice di stringere amicizia con Andrea Accardi, non solo per il suo ruolo artistico e bagaglio d’esperienza così pieno e corposo, ma per la sua straordinaria gentilezza, affabilità e aura davvero amichevole, straordinariamente rassicurante che non ti aspetteresti di vedere da parte di un disegnatore del suo livello e che non smise di farmi percepire in seguito nemmeno tramite le nostre chiacchierate mediatiche.
Per cui rivederlo, parlare e scherzare con lui è stato come cinque anni fa o forse anche meglio! Perché io son cresciuta un po’, ho provato a camminare, e sto camminando, con le mie gambe senza molti aiuti; ma il riconfrontarsi con una persona come Andrea è sempre molto, molto, incoraggiante e infonde tanta determinazione.

Per cui lascio qui sotto la testimonianza della mia gioia per il rincontro – sì, potete sbellicarvi dalle risate guardando la mia faccia da bambina presa male nelle foto –.

Foto Andrea e io

Come gran finale della splendida e divertente giornata, è stato andare a cenare tutti insieme: giudici, organizzatori di Dimensione Fumetto e fan in aggiunta, il tutto in una bella cornice pre-festiva e pre-natalizia.
Sono stata davvero molto bene.
Quindi è doveroso ringraziare i ragazzi di Dimensione Fumetto per la splendida opportunità: Silvia, Maurizio, Andrea, Amanda – calcolatrice dei miei voti insieme ad Arianna. Sono una calamità umana con la matematica -, gli altri giudici per la possibilità di confronto e tutti quelli che sono venuti a vedere quel che combinato.

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Foto di gruppo giudici e organizzatori

Spero che mio piccolo, ritardatario, resoconto vi sia piaciuto e vi abbia intrattenuto. E magari fatemi sapere se anche voi eravate presenti o tra i vari disegni in gara del concorso.

Baci, passate un bel e Buon Natale!

Abbracci dalla vostra Claire Piece

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