Buon anno! La duemilasedicesima rinascita

Ad ogni fine, di qualsiasi cosa si parli o si viva, si arriva sempre a far quel regolare resoconto.
Oggi è l’ultimo giorno di questo anno 2015 e sinceramente ha avuto per me un gusto ‘bitter sweet’ come si dice in inglese, agrodolce.
Ho avuto le più belle possibilità che potessi aspettarmi, ma insieme c’era la lotta interna ed esterna del provare continuamente a te stesso e alla società, gli altri, che sinceramente non hanno diritto di chiedere mai riprove di qualcosa che coinvolga te stesso, che puoi farcela, che puoi fare meglio di quello che ci si può aspettare nella banalità che fa piegare teste nel posto in cui viviamo – escludendo ovviamente chi per necessità è costretto a piegare quella testa e questa è la peggiore forma di tirannia sugli altri che esista- ; perché le altre persone non possono minimamente immaginare la tua battaglia interiore – come tu non puoi immaginare la loro – mentre cerchi di affermarti in modo sicuro e definitivo in quel che fai o per dare un vero senso alla tua vita. Non lo fai per loro, perché al mondo non va provato nulla, il mondo gira da ere e secoli e non ha mai chiesto nulla, è l’uomo che reclama, impone e pretende. Se si ha fortuna, come penso di averne avuta, incontri altre persone che condividono la tua stessa intima tempesta e oltre ad essere solidali, ti spronano, li sproni di rimando, ci si guida a vicenda verso il comune o proprio individuale traguardo.

In questo 2015 ho sentito di tutto, ma non ho visto mai lottare anima viva per quello in cui crede o ama e i più coraggiosi che lo hanno fatto o lo stanno facendo sono molto pochi. Lo so, sembra un critica aperta, provocatoria, ma in realtà vi sto dicendo o chiedendo di svegliarvi! Perché domani sarà il 2016 e poi arriverà un altro anno, poi un altro ancora e il vostro tempo è tutto, è prezioso, va investito in quello che amate, in quello che volete e in chi volete dedicarlo.

Non è palese che qualunque cosa stai mettendo un freno alle aspirazioni, alla spinta, al volo, alla VERA apertura mentale e alla vita, che dovreste fare per avere almeno un punto di partenza e avanzare in essa?

Quando ebbi il mio primo attacco di panico pregai e mi imposi che non mi sarei più fatta assoggettare da quello che pensano, vogliono o fanno gli altri su di me, sebbene ancora continui a volte a sentire questa pessima sensazione, ho iniziato a far scivolare via il liquido melmoso che le critiche non costruttive o invidiose, o semplicemente originate dalle frustrazioni altrui, che non mi riguardano e che danno origine al vero malessere inconscio. Non sei solo tu il responsabile di tale appesantimento del tuo animo, ma lo è anche l’esterno.

Ora non volevo e non voglio dilungarmi in uno scritto filosofico, crudo, realisticamente pessimistico e arrogante, perché l’anno che volge al termine mi ha dato più di una gioia e soddisfazione oltre all’amaro sopracitato. E di questo non posso che esserne strafelice e per questo sono molto più positiva ed entusiasta.
Perciò per il nuovo anno – e  propongo anche a voi di farlo – voglio, e non vorrei, voglio, perché il ‘vorrei’ lascia spazio al fallimento, alla speranza vana che non si avvererà nulla o si avvererà in quel modo parziale che a volte non riesci ad apprezzare nemmeno se ci metti tutta la buona volontà di questa terra. VOGLIO andare avanti sempre, senza sosta, tranciare quel che ostacola in ogni forma. VOGLIO puntare lo sguardo fisso su quel qualcosa che mi sono predeterminata. VOGLIO essere in grado di far capire agli altri che il loro modo e metro di vita non è cucito su misura su di me o su altre persone, ognuno ha uno stampo, una forma con cui combaciare e non è detto che la loro forma sia la più adatta a me.
Non accontentatevi, ma non fatelo con presunzione, fatelo perché sapete di meritare di più, come quando venite lasciati dal ragazzo o dalla ragazza e pretendete quella riscossa sana che può mettervi sulla strada della ribalta giusta, sul cambiamento adatto a trasformarvi in quello che volete diventare facendo rimpiangere quella presunzione di aver pensato che non sareste potuti esser meglio di così.

Pretendete la riscossa, pretendete il diritto di lottare per valere più della moltitudine conformata.
Pretendete il rispetto che vi si deve per quello che siete e volete diventare.
Siate sempre gentili ed educati, perché ormai esserlo è come emergere dalla massa; se lo siete, siete merce rara, rarissima.
Amate senza pensare sempre al peggio o alle peggiori possibilità che arriveranno, perché il mondo non è un posto sempre sereno, ma nemmeno si può buttar via la spugna alla prima difficoltà. Amate, amatelo, amatela, perché quella persona è unica, irripetibile e non è sempre detto che l’alternativa possa essere una soluzione. E quando vi renderete conto che quella persona era vera e inestimabile, sarà troppo tardi, qualcuno avrà saputo già coglierla, curarla e la farà fiorire meglio di chiunque altro.

Iniziate questo nuovo anno positivi, indipendenti mentalmente quanto materialmente, pensate, pensate sempre e bene, con metodo, con minuziosa attenzione, perché possibilità, persone, occasioni vi passano vicino in ogni momento e su quel treno ci dovrete salire subito senza esitazioni, perché come saprete non è mai tardi per fare nulla, ma le condizioni perfette a volte sono irreplicabili.
Meditate, analizzatevi, scoprite la non perfezione che fa parte di voi, che vi renderà inspiegabilmente felici e l’apprezzerete quanto la parte migliore di voi. E pregate di trovare qualcuno o più di qualcuno, che sappia apprezzarvi in questa totalità.

Buon anno, vi voglio e vi vorrò sempre bene.

                                                                                                      Claire

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