Cosa resterà degli anni novanta

“Le passioni violente hanno violenta fine, e si dissolvono nel loro trionfo, come fuoco e polvere che si annientano al primo bacio. Il piu’ delizioso miele diviene stucchevole per la sua stessa dolcezza, basta assaggiarlo esserne sazio. Percio’ ama moderatamente; l’amore che dura fa cosi.”

Frate Lorenzo (Romeo e Giulietta – William Shakespea

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Eccomi reduce dalla mia solita latitanza, come saprete esiste la vita che mi richiama e così le idee che vorrei, e dovrei, metter in pratica per il blog mi vengono molto rallentate – colpa del mio cervello, you know -. Ogni blogger professionista che si rispetti mi rimprovererebbe,  perché con un blog ci vuole costanza – in pratica dovrei prender l’abitudine di pubblicare almeno giornalmente, oppure settimanalmente, per avere un buon feedback di quel che faccio – ma per questo posso incolpare solo me stessa per la mia proverbiale procrastinazione causata dalla mia iperattività mentale che partorisce idee che poi non riesco totalmente a mettere in pratica – livelli altissimi di schizofrenia -.

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Madonna – Vogue, 1990

Finalmente oggi posso concedermi una serie di sproloqui scritti a ruota libera riguardanti i divari generazionali e l’interpretazione molto, e dico molto, differente – e in differita – che viene percepita dei nostalgici anni novanta, ultimamente riportata in auge dalla moda, grafiche, musiche e chi ne ha più ne metta.
Ovviamente, da ex-adolescente del tempo, non posso negare che amo il fatto che finalmente sia arrivato il mio turno di rivivere e veder reinterpretati quegli anni – tamarri e che soprattutto sia arrivato il mio, di turno, di sentirmi raggrinzita come la matrigna o strega delle favole -.
L’articolo di oggi vuole essere una specie di placida critica, ma anche composto di pensati considerazioni. Ed io sono una gran fan delle considerazioni e critiche mosse costruttivamente.
La critica se fatta per il bene porta a rifletterci su e a migliorare. Porta ad un progresso per chi la riceve e se ci si offende… beh, fate una bella analisi di coscienza, abbassate il livello di orgoglio e superbia al minimo sopportabile e vedrete che ne trarrete del benessere mie care new generation – e non solo new –.

Dunque, dunque, qualche giovedì fà, mossa da un raptus di britneyspearsite acuta e invitata, prima ad una laurea ed in seguito ad una cena per un compleanno – sì, miei cari sono una Tonna impegnata – , e dato che mi stanno ricrescendo i capelli, ho preso e me li son tirata su i in due bei toppini alla Sailor Moon, messo un collarino – riesumato dal mio portagioie e della mia collezione jewels originale Cioè o Top girl 98-99 –, ho usato un bel ombretto sui toni del tortora e ho applicato un eyeliner molto ad occhio di gatto, rossetto sul vinaccia molto scuro ed opaco… et voilà, sono ritornata sedicenne di quei tempi – potevo andare a girare ‘Buffy l’ammazza vampiri’ o ‘Sabrina – Vita da strega’ -!!!

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Se avessi una buona macchinetta o uno smartphone di ultima generazione – continuo il mio autolesionismo con attacchi a me stessa riguardo il divario temporale e al mio portafogli- mi sarei fatta anche una bella istantanea del mio outfit ‘hit me baby one more time’, ma il mio adorato smartphone vecchio modello è quel che è e fa bene il suo sporco lavoro per il mio blog alternativo e multiargomentato. Ad ogni modo il mio outfit era composto da: maglietta bianca non troppo lunga, minigonna nera, calze a rete nere e le mie amate Dr. Martens ai piedi.

Foto Prova Blog

Come potete vedere dallo screen qui sopra, questo è un fantomatico post alla Claire Piece, che ho fatto sul 90210 look e che è stato goliardicamente un po’ sfacciato di proposito. – inoltre questo post è oggetto di studio anche da parte di Alberto Angela ed ovviamente lo faccio apposta per farmi ‘analizzare’ scientificamente da lui, da vera sapiosessuale -.
Ora premetto, e sottolineo,  lungi da me dal voler entrare in competizione, generalizzare o additare ragazzi e ragazze nati nei fantomatici anni 90′ o più tardi, perché anche io nei miei vent’anni soffrivo il fatto che si estendesse il discorso riguardo a determinati-delicati argomenti che coinvolgevano la mia generazione o che comunque come individuo e persona, per contesto, indole e vissuto, non aveva molto a che vedere con me e con il mio intimo essere.
Questo penso che valga anche per i giovani ventenni d’oggi.
Però, c’è un però, – pensavate di esservi salvati… ma non mollo l’osso; per cui aprite le orecchie, e come ho sopra citato, prendete, abbassate il livello di reazioni da gallo cedrone e semplicemente ascoltate, leggete, accogliete qualche piccolo consiglio da una che ci è passata prima di voi – non posso far a meno di notare che c’è un certo livello di innalzamento su un piedistallo unito ad una poco fondata forma di sicurezza in sé che caratterizza questa fascia d’età.
Ovviamente non è un male essere sicuri di sé, anzi, l’autostima e l’audacia a livello pratico nella vita aiuta molto e fa andar avanti, ma come in tutte le ricette, quando eccedi con un ingrediente piuttosto che con un altro, succede che poi la pietanza diventi immangiabile – e che poi vomitate –.

Questa nuova generazione potrebbe fare tantissimo rispetto alla mia, ma mentre nel nostro caso eravamo dotati di un buon compromesso tra educazione, rispetto – soprattutto dei ruoli che fossero genitori, professori, maestri, etc… – ora, a parte qualche magnifica eccezione, merito soprattutto di figure genitoriali presenti e in qualche modo al passo coi tempi senza però aver perso il mordente del genitore comunque attento e severo al momento giusto, trovo che ci siano dei casi abbastanza ‘singolari’ di spudoratezza che alle volte mi lasciano abbastanza attonita.
Esempi pratici: a diciotto anni compiuti, maggiorenne – sottolineiamo maggiorenne, ma comunque ancora nella fase psico-fisica ragazza o ragazzo –  e ancora ‘frequentante’ l’ultimo anno di scuola, non mi sarei mai sognata di andar a importunare un mio professore con dieci o quindici anni più di me, magari carino e molto giovanile – e state parlando con una che ha preso delle instant crush giovanili, tra queste un istruttore di tennis e ancora ho i brividi ricordando le sue splendide caviglie, per cui non dico che sia una cosa proibita o vergognosa, o anormale, amorale a prescindere – ma non mi sarei sognata mai di provocarlo o perfino provarci di mia sponte. Mai!
Capivo, e mi era stato spiegato,  che c’era una soglia tra i ruoli, tra gli spazi che circondano determinate persone e figure che vengono ricoperte, che non vanno mai attraversati determinati confini e perché sapevo che sarebbe arrivato il momento in cui un giorno sarei stata io stessa adulta e avrei frequentato persone grandi quanto me o comunque mentalmente simili a me.

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Meiko e Shin’ichi, Marmelade Boy – Piccoli problemi di cuore, Wataru Yoshizumi

Il mio non vuol essere un giudicare così, per dar voce ad un giudizio meramente acido da donna arrivata all’età considerata ora mai adulta – trentatre, sì, tretntatre! Vi odio tutti! –, io ero la prima che nel lontano 1997 in ‘Piccoli problemi di cuore’ amava la coppia Meiko Akizuki (Mary, versione Mediaset) con il professor Shin’ichi Namura (Nick, versione Mediaset), ma sapevo che era una storia comunque etichettata come ancora proibita, anche se ad ogni modo fattibile nella realtà, non era però fattibile dal punto di vista  che io sono una ragazza, o comunque per quanto mi sforzi di sembrar adulta sono ancora ragazzina dentro, e lui è già un uomo, per cui, nel caso il sentimento non fosse vero (e già la questione sentimento ‘vero d’amore’ è una benedizione e fortuna che investe pochi tra i grandi, figuriamoci quanto questa possibilità con i parametri suggeriti dai modelli d’oggi possa capitare anche a dei ragazzi), si ha comunque a che fare con un uomo e non puoi sapere ancora chi e cosa hai realmente davanti.
Devi crescere ragazza per riuscire poi a dimenare sgabello e frusta con uomo.
In questo cartone animato – odio chiamarlo così ma devo per chi non conosce la terminologia più di nicchia- apprezzo il gesto di Nick di lasciare Mary, perché lui è cosciente che lei deve ancora vivere, crescere, avere esperienze vere della sua età, che con lui le sarebbero state precluse, perché lui viveva già su un altro piano mentale.
Adesso proiettando questo esempio, ai giorni d’oggi, Mary sarebbe molto più sfrontata  e fin troppo disinibita per la sua età e questo lo trovo profondamente ingiusto per lei, ragazza. Perché? Perché è bello che l’innocenza rimanga, permanga ancora in certe creature chiamate adolescenti o da poco post-adolescenti. C’è un percorso di maturazione psicologica, graduale, certo c’è chi ci arriva prima e chi dopo, ma sta di fatto che è bello godersi il tragitto alle volte. Le eccezioni esistono, per carità, per chi le vive è un evento unico e fortunatissimo, ma non sono il modello da adattare per ogni cosa o situazione. Molto dipende dalle persone coinvolte, dalle variabili caratteriali e contestuali.

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La Tata- The Nanny, 1993 

Tirando le somme e cercando di non divenire dispersiva, diciamo che tutto dipende dalla soggettività nel complesso.
Questo vale per qualsiasi campo: amore, lavoro, successo, amicizie, etc.
Trovo che si badi troppo a quello che fanno e hanno gli altri, senza però curarsi di come vogliate vivere voi, senza quell’influenza di quello che ci viene suggerito e che a volte è la strada più facile. Quello che realmente volete, ragazzi miei, qualunque cosa sia, si ottiene con modestia, umiltà, un pizzico di sacrificio – e so che sarà brutto sentirlo e leggerlo – e sofferenza. Ben venga anche una dose di grinta ed autostima, ma come ho detto sopra senza mai eccedervi.
Il mio consiglio è di non avventurarvi in qualcosa di più grande di voi solo perché vi fa sentire fighi, prematuramente adulti o illusoriamente speciali per un periodo della vostra vita. Abbiate la motivazione giusta e ben radicata, non l’esuberanza di portar a casa un trofeo da far vedere alla famiglia e amici oppure semplicemente per sentire l’esaltazione di esservi avvicinati a qualcosa di molto pericoloso. Perché riempirà magari il vostro vissuto di una esperienza negativa che molto probabilmente, grazie al vostro intuito o precedenti avvertimenti, avreste potuto evitare o peggio ancora  vi lascerà addosso brutte sensazioni tra le tante e che in alcuni casi vi siete cercati.
La gioventù è bella perché è scatenata, avventata, è vero, ma questa d’oggi ha troppo di questi arditi elementi e non sarebbe male se si imparasse qualcosa dal quel che abbiamo visto, vissuto e che ha fatto crescere noi della generazione ottanta.

Se solo vorreste voi degli anni novanta potreste essere la chance che noi non abbiamo avuto.
Sfruttante le vostre carte e bene, non fatevi abbindolare dalle cose che brillano e che poi quando vai a strofinare si scoprono essere pietre pesanti e bitorzolute.
Abbiate il coraggio di vivere una serena umiltà che non sia influenzata da uno spietato  – e molto suggerito dal contesto attuale moderno – arrivismo, spesso scambiato per sana ambizione, che è tutt’altra cosa.
Sono rimaste sempre nella mia mente le parole di frate Lorenzo, in Giulietta e Romeo, e che sono non solo attuali, ma possono valere per qualsiasi circostanza di vita.

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Romeo+Juliet – Leonardo Di Caprio e Claire Danes,  1996 diretto da Baz Luhrmann

 

“Le passioni violente hanno violenta fine, e si dissolvono nel loro trionfo, come fuoco e polvere che si annientano al primo bacio. Il piu’ delizioso miele diviene stucchevole per la sua stessa dolcezza, basta assaggiarlo esserne sazio. Percio’ ama moderatamente; l’amore che dura fa cosi.”

Frate Lorenzo (Romeo e Giulietta – William Shakespeare).

Con questa citazione vi saluto e spero che alcuni di voi tra le mie parole ci si sia rivisto – vecchio rugoso adolescente come me –  oppure ci abbia trovato uno spunto, una via nuova da seguire o qualcosa da considerare per cambiare il proprio atteggiamento o, ancora meglio, aver riflettuto su un modo migliore di vivere, di rispettarsi, di rispettare le altre persone.
Ricordatevi sempre: non è una vergogna essere voi stessi, non è una vergogna seguire le passioni, pensieri e sogni diversi da quelli altrui e non è una vergogna dimostrare amore, allegria e molto altro in maniera disinteressata e tutta vostra o diversa da quella degli altri.
Non dovete dimostrare nulla a nessuno, ma solo e positivamente a voi stessi.

Buon weekend e buon primo maggio.
Al prossimo articolo.

Claire Piece

Autore: Claire Piece

La mia idea è quella di tornare ad approcciare ai metodi più manuali per l’arte. Credo che le nuove tecnologie possano essere un ottimo supporto per le arti visive, ma penso anche che stiano spegnendo la creatività e in molti ambiti, non solo quelli artistici. Su questa base creo dal vivo ciò che disegno, l'handmade, che non perde mai il suo valore. Credo che l’unicità di qualcosa sia nel non essere uguale ad un’altra. I miei sono Piece of Claire.

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